Giovanni Barbera- Red Corpus

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Red Corpus
Azione performativa
di
Giovanni Barbera

Live performance durational 2h30'00'': " RED CORPUS"
Palazzo Mora, Venezia.
3rd Venice International Performance Art Week.
Art Week | Fringe

Thanks to:

Preach R Sun (Performer)

Gloria Sfoggia (Artist Assistant)

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VestAndPage (Creators and Curators  Venice International Perofrmance Art Week)

La fragilità di un corpo dipende inevitabilmente da un’altrettanta fragilità della mente, il corpo cede e cade frantumandosi in pezzi non più ricomponibili, questo accade se la nostra nostra centrale organica cede il passo e rimanda l’azione di strutturazione del nostro io. Le conseguenze di un io non abbastanza strutturato si risolvono in eventi catastrofici che portano le diverse società ad uno stato elevato di melancolia entro il quale non vi è possibilità di azione e/o attuazione di un lavoro mentale che possa almeno garantire una semi-visione delle circostanze quotidiane. La mente cede, il corpo si frantuma, l’io non sa più quale sia l’atto di comportamento semi-stabile e sfugge così la propriocezione del nostro corpo, sfociando in un caos e disordine puramente interno al quale inevitabilmente siamo costretti tramite un’azione retinica alla visione dello stesso caos interno concretizzarsi come evento esterno. Tutto a questo punto è Unheimlich.

La condizione di uno stato esterno ottimale è da ricercare a questo punto nel proprio quadro interno. Lo stratificarsi di eventi e di conseguenze dovrebbero portare a saldare le dimensioni strutturali tra l’io e la presenza di un fattore propriocettivo del nostro corpo, proprio quest’ultimo ci informa tramite impulsi pseudo-elettrici del nostro stato vitale, della nostra presenza a tutti gli effetti in un mondo vivente, che agisce, prende atto e nella perversione si polimorfizza.
Presumibilmente in tutto questo dovremmo essere a conoscenza di quale faccia abbia la nostra immagine interna e riconoscerci nelle diverse situazioni che richiedano la nostra interazione o pura azione. L’ io a questo punto è strutturato e si confronta con una dimensione heimlich.

In questo quadro Zen, il corpo nella sua fragilità come materia, può e riesce a sopportare il “peso” immane delle società in continua involuzione. Un tappeto rosso seppur calpestabile che sia è pur sempre un tappeto rosso, costituito da materia inorganica, senza vita, il tappeto rosso non decide chi è l’eletto autorizzato al suo calpestamento, ma le società hanno riconosciuto in quello stesso tappeto rosso un percorso direzionale, tale per cui, gli eletti al suo calpestamento saranno osannati a prescindere dal loro percorso interno o esterno, strutturato o meno, heimlich o unheimlich.

L’azione performativa vede il corpo come materia, come elemento direzionale verso un evento, come un tappeto rosso sul quale passare per entrare nell’evento stesso.
Corpo come tappeto, materia come sostanza.

Questo gesto performativo vede il corpo disteso a terra sulla soglia dell’ingresso.
Lo stesso corpo sopra il tappeto rosso identifica la forza della materia corporale alla pressione del passante, allo stesso tempo la fragilità si manifesta quando il corpo non viene fruito come elemento sul quale passare, comunicare, strutturare di fatto il proprio io. Qualora il passante si appresti al solo atto di scavalcare, ecco che cade l’intento di fruizione e di confronto con l’evento HIC et NUNC rimanendo puro spettatore occasionale.

To be continued.

 

Manifesto G.B.

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