43 Sintomi

Le Nevralgie Costanti
43 SINTOMI
Da venerdì 5 giugno presso la Blu Gallery di Bologna in mostra i corpi sezionati e
metamorfici dell’artista veneto Le Nevralgie Costanti
Mirko Rossi, aka Le Nevralgie Costanti (Nogara, 1978), esplora il mondo del disegno e
dell’illustrazione, facendo viaggiare le sue figure fragili e mutilate in un sottosuolo artistico
che si estende dal nord Italia, alla Germania e alla Francia.
Numerose le collettive che hanno ospitato i disegni dell’artista (Mediterranean Salt,
gennaio 2015, Galleria Urban Spree, Berlino; Signs of Dexterity, maggio 2014, Art Market,
Berlino; Corpi Senza Organi, gennaio 2013, Galleria Cayce’s Lab, Modena).
L’artista sperimenta la bellezza e la forza underground che scorrono tra le maglie del
sistema dell’arte e ne intercetta desideri e correnti: del 2014 è la fanzine autoprodotta
Corpus Emeticus, con testi di Niccolò Furri, presentata a Bologna presso Arteria, e
successivamente al Circolo Pink di Verona e alla galleria Espèces d’Espaces a Parigi.
Il lavoro di Le Nevralgie Costanti si estende dai disegni, alle stampe digitali, alla creazione
di fanzine e t-shirt.
L’artista si dedica da anni alla produzione musicale attraverso la sua etichetta Makadam
Circus e lavora con diversi musicisti creando le copertine per i loro album.
Dal 2014 collabora con la galleria d’arte berlinese Kunst Kabinet.
Dal 5 giugno al 31 luglio la Blu Gallery di Bologna ospiterà la mostra 43 Sintomi, con oltre
quaranta tavole inedite dell’artista, realizzate a penna, matita e acrilico e raccolte nel
quaderno che verrà presentato durante l’inaugurazione.
43 Sintomi è un catalogo di indizi, di segnali oscuri, criptici rispetto ai disagi psicofisici dei
corpi che li ospitano.
Sulle tavole si contorcono sottili figure, come piegate e stremate da scariche elettriche.
La pelle squarciata lascia intravedere organi che quasi nulla hanno di biologico, organi non
funzionali e non funzionanti, tesi tra la natura umana e un’aberrante struttura aliena.
I corpi che si aprono al nostro sguardo mostrano la loro complessa stratificazione; in un
reticolo di vene esposte concretizzano il dolore e l’alienazione, una perdita di umanità che
è al contempo tensione verso una nuova natura.
Chiara Ioli

Blu Gallery

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