“La pittura è un universo-linguaggio e sotto questo aspetto l’operare sulla pittura è indagare, catalogare, raccogliere frammenti e segni e dare a tutto questo materiale una struttura logica (o arbitraria), che ci metta in condizione di condurre conversazioni (registrazioni) simultanee, che poi nessuna macchina (metodo estraneo al linguaggio in questione) sia in grado di classificare e risolvere in modo definitivo.”
(Gastone Novelli)
Artista prolifico e dalla forte attitudine sperimentatrice, Massimo Nota si inserisce in quella vasta generazione di pittori italiani prestati ai linguaggi dell'illustrazione, che trovano tanto su carta quanto su tela una felice capacità espressiva. Affascinato dalla spontaneità del gesto, Nota realizza dipinti su ogni tipo di materiale: che si tratti di tavole di legno, lastre di metallo, fogli di cartone o tela, ogni superficie sembra prestarsi alla sua creatività. Su di esse il pittore costruisce storie intriganti, dinamiche, ricomponendo – attraverso la pratica del collage – e riscrivendo, frammenti visivi tratti dal mondo esteriore (foto, ritagli e stracci di giornale).
Partendo da premesse pressoché informali, il risultato della sua ricerca si presenta come un canovaccio di dipinti che interrogano continuamente il soggetto, figura umana quasi sempre disturbata da interferenze visive, pennellate scure che ne cancellano i riferimenti dissolvendo ogni elemento all'interno di una composizione astratta. L'aggiunta di segni, lettere, crittografie e punteggiature, contribuisce inoltre a conferire irrequietezza al lavoro, creando un affascinante contrasto tra l'urgenza espressionistica del gesto e l'eleganza (leggerezza) di una poesia sottesa.
Alex Urso
Se fosse una canzone, suonerebbe così: