PITTURA e CUCINA //// l’ARTE VISIVA e quella del CIBO si mescolano a FIRENZE

Alighiero Boetti, di Nicoletta Bicocchi, arte e cibo Santo Graal firenze labrouge

L’ arte visiva e quella del cibo si mescolano per una settimana dedicata alla creatività. A Firenze il ristorante il Santo Graal ospita per sette giorni un ciclo dedicato all’arte, e non solo quella culinaria. Il progetto, nato da un’idea dell’artista toscana Nicoletta Bicocchi, prevede la naturale e armoniosa mescolanza tra due discipline diverse, ma molto affini, quella della pittura e quella della cucina. Come lo chef all’interno del suo habitat, tra pietanze e fornelli, crea piatti sperimentali e nuovi, così il pittore crea opere d’arte di cambiamento e impatto non solo estetico, ma concettuale, ideale.

L’arte come momento conviviale | Da domenica 24 novembre, per l’intera settimana, il Santo Graal condivide il suo spazio e la sua cucina con i lavori pittorici della Bicocchi: una serie di ritratti su tela realizzati a olio che verranno posti come tovaglie su ogni tavolo dove è stato scelto il Menù d’arte. Un pacchetto per sperimentare un’esperienza particolare che sviluppa ogni desiderio e sensazione: il gusto e l’olfatto come di prassi all’interno di un ristorante, mescolato alla vista, al tatto e all’udito, perché il cliente ha il privilegio di un servizio personale dello chef che realizzerà raccontando alcuni piatti del menù.

Un’emozione culinaria unita da quella visiva: consumare la cena sopra un’opera d’arte che, per un breve periodo, cambia luogo e utilizzo. I ritratti della Bicocchi vengono rubati dal loro contesto abituale – lo studio dell’artista, la galleria, il museo – per essere guardati, toccati, consumati a loro volta attraverso il cliente che ha scelto di entrare in relazione con loro. Impronte di mani, segni di gesti, briciole, bicchieri, posate, piatti … tracce che, cliente dopo cliente, pasto dopo pasto, rimangono impresse sulla tela e sui volti ritratti, come una nuova esperienza condivisa, tra pubblico consumatore e opera d’arte che vive una sua seconda identità. Ogni tela rappresenta una persona, un volto. E ogni volto racconta una storia.

L’intento sperimentale di Nicoletta Bicocchi sta proprio in questa narrazione: i suoi personaggi, i suoi ritratti – alcuni inventati o ispirati da storie lette o ascoltate, altri reali a lei vicini per affetto o passione, come gli amici, o alcuni grandi artisti che lei ha dipinto – rivivono in un modo diverso, con una fruizione differente in un contesto inusuale. La scelta di un menù diverso, unico e irripetibile, è un momento conviviale vissuto in maniera totalizzante e difficile da dimenticare.

Federico, ritratto ritrattato di Nicoletta Bicocchi

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ritratto a Piero ciampi (1)

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