STOP 5 – la classifica delle cose su cui fermarsi a riflettere
di Giovanni Cervi
5 - lo stato dell’arte
Il punto di partenza sono le istituzioni dell’arte, troppo spesso lontane dalla creatività. Alcune non riescono a concepire vicine le parole video e arte, altre non sanno comunicare ai giovani (in quante hanno dei siti web vagamente decenti?), molte sembrano lontane e inaccessibili. Tutto questo si installa in un sistema che si autoalimenta. Ma davvero non se ne riesce ad uscire?
4 - contaminazioni
L’artista resta tale se disegna una linea di magliette? La galleria che promuove gli artisti spingendoli a fare lavori “commerciali” per riviste o per il mercato del design, ad esempio, è poco seria? Terzo millennio: non è ora di essere multidisciplinari e sfruttare tutte le potenzialità che ci sono offerte da un mercato sempre più aperto?
3 - i premi
Ma premi con meno soldi e più opportunità concrete no? Usciamo dai circoli viziosi, orsù.
2 - cartoni animati
Nel bene o nel male un’intera generazione di artisti è cresciuta con la violenza dell’Uomo Tigre, con Georgie che si spoglia e scalda il fratello, col sex symbol Terence, col Grande Mazinga che perde sangue e con la follia di Daitarn 3. Quelli cresciuti a guardare Pokemon e Ben 10 che arte faranno?
1 - homo sapiens sapiensuolo
A volte mi sembra che viviamo in un grande cartone animato. Quante persone conoscete che sono caricature?
[Stop5, la Rubrica di Giovanni Cervi, n.00
la classifica delle cose su cui fermarsi a riflettere
pubblicato su lobodilattice il 21-12-2009]