Arte Spray in Italia, una pagina di storia da consegnare ai posteri

storia del writing in Italia

Negli anni “90” il Writing,  più comunemente conosciuto come: l’arte dei “graffiti”, è all’apice della diffusione e popolarità a livello mondiale; pochi anni dopo inizierà una lenta trasformazione che darà origine all’attuale scena della “Street Art” contemporanea.

Tra il 1990 e il 2000 si moltiplicano le iniziative pubbliche in cui sono invitati i giovani artisti: istituzioni pubbliche, scuole, associazioni e “no profit” sono i principali promotori d’eventi, dato l’intrinseco valore sociale e socialitario contenuto nella pratica del writing.

Gli artisti più noti cominciano così a spostarsi continuamente da un evento all’altro, dove il lavoro è una “live performance” in cui si dipinge dal vivo, collettivamente e in presenza di pubblico.

Spesso accade che non ci siano muri disponibili o idonei allo svolgersi di manifestazioni di questo genere, per tanto si inizia ad adottare altri supporti temporanei come pannelli e tele.

Iniziano anche pressanti richieste di opere “trasportabili”  da parte di privati che desiderano avere un lavoro o semplicemente arredare un locale.

In questo periodo, i writer si lasciano raramente convincere, vista la natura stessa dei graffiti di essere legata ai muri ed ai treni. Molti addirittura si rifiutano categoricamente di eseguire lavori che non siano su questi supporti; luoghi “madre” dove il writing si è indiscutibilmente sviluppato ed evoluto.

Inoltre, spesso la superficie delle tele è troppo limitata per creare un graffito rigorosamente prodotto con bombolette spray, usate proprio per ottenere il massimo risultato su una grande superficie anche di decine di metri quadri.

Vista la caducità delle opere fatte all’aperto, generalmente è raro che durino oltre un anno, tutto il lavoro svolto di migliaia di writers è andato irrimediabilmente perduto; segnalo a proposito un bellissimo sito che tratta questo argomento: http://oldwallsproject.com/

Per tutti questi motivi, le opere lasciate su tela, sono piccole foto “istantanee” di un’epoca, rari testimoni sopravissuti di questa corrente frenetica e combattiva che ha tenuto testa allo “stato dell’arte” per quasi venti anni.

Artisti, che nella maggior parte dei casi non hanno mai voluto definirsi tali, denigrando gallerie e combattuto il “sistema dell’arte” in tutte le sue forme.

La maggior parte di queste testimonianze sono andate ulteriormente perdute; alcune sono conservate, o spesso “dimenticate”, negli uffici pubblici di molti comuni italiani, all’interno di scuole ed istituti d’ogni sorta, compresi alcuni penitenziari.

L’Unincamere Confcommercio di Milano, conserva nei suoi uffici, all’interno nello storico Palazzo Castiglioni, in Corso Venezia 47, una notevole e interessante collezione di “tele”, frutto di una delle manifestazioni pubbliche di writing eseguite nel 1998, rare testimonianze artistiche di questo passaggio storico.

Nel Comune di Milano, sono tuttora visibili al pubblico, solamente le opere eseguite nel 1995  all’interno del Museo della scienza e della Tecnica Leonardo Da Vinci, su una facciata del padiglione ferroviario. Per il resto sono irrimediabilmente scomparsi anche tutti i lavori svolti all’interno dei centri sociali cittadini, nonostante il tentativo, ormai tardivo di Vittorio Sgarbi nel 2006 di valorizzare quel che ne rimaneva.

MarcoTeatro

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