il SEME D’ARANCIA a EXPO //// Intervista a EMILIO ISGRO’

Emilio Isgro -Seme-d'arancia expo 2015

Emilio Isgrò non ha bisogno di presentazioni per chi è italiano e conosce il mondo dell’arte. Basta infatti pensare a un libro cancellato e il rimando è immediato: è un’opera di Isgrò. L’artista siciliano d’origine, ma ormai milanese d’adozione, in questa città ha avuto grandi riconoscimenti, come la retrospettiva Fratelli d’Italia a Palazzo delle Stelline nel 2009, o le sue opere presenti in luoghi istituzionali come il Museo del ‘900 o le Galleria d’Italia, con una sezione a lui interamente dedicata. E oggi anche Expo lo chiama con un’opera strettamente legata alla sua terra d’origine, la Sicilia, e al tema del nutrimento del pianeta.

R.F. “Emilio, sei stato chiamato da Expo per creare un’opera che rappresentasse il nostro Paese – virtù e contraddizioni – e hai portato un tuo lavoro noto, sviluppato in 7 metri d’altezza, come simbolo della fiera e di questo momento storico. Rappresenti Milano, tu che milanese lo sei d’adozione?

E. I. “Sentirmi dire che non sono milanese è una pugnalata. E’ come se mi dicessero che non sono siciliano. Io amo Milano come la mia terra, questa è la mia città d’elezione, che ho scelto da ragazzo, perché questa è la grande realtà europea che abbiamo nel paese. Anche per questo ho scelto di portare un’opera simbolica del mio percorso artistico che rispecchiasse il tema di Expo, il Seme d’arancia, che rappresenta uno scambio tra la Sicilia e Milano, e non solo.

R.F. “Possiamo dire che “il seme” è una tua opera storica?”

E.I. “Esatto. E’ un’opera che realizzai nel 1998 per il mio paese di nascita, Barcellona di Sicilia, fatta di un materiale abbastanza povero, il fiberglass, in dimensioni enormi – ingrandito un miliardo e cinquecento milioni di volte – che ho riportato a Expo, in un contesto e con uno scopo differente: prima rappresentava il seme del frutto che veniva per primo esportato dalla Sicilia, ora può sembrare, a un primo impatto, una manipolazione genetica dell’uomo sulla natura. In realtà è una manipolazione dell’arte per far riflettere l’uomo.

R.F. “Dunque che cos’è, per te, il Seme d’arancia?

E.I. “E’ uno sviluppo ulteriore della mia cancellatura. Perché l’ingrandimento smisurato cancella l’immagine di partenza dell’oggetto, del seme in questo caso. E’ sempre lo stesso lavoro, ma declinato in forme ogni volta diverse. La novità deriva dalla forza dei discorsi che hai innescato nel tuo percorso, e dal significato che assume in contesti diversi”.
(Da Mi-Tomorrow, 3 luglio 2015)

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Emilio Isgro -Seme-d'arancia expo

Emilio Isgro -Seme-d'arancia

Emilio Isgro -Seme-d'arancia-1998

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